AUDITORIUM: RINGRAZIAMENTI E SCUSE

41 commenti

Grazie mille ai seicento romani che hanno accolto l’invito a venire all’Auditorium per viva l’Italia. e tante scuse a chi non è riuscito a entrare. Abbiamo cercato in ogni modo di trovare una soluzione – un’altra sala, una replica la sera stessa o il giorno dopo – ma non è stato possibile. Mi spiace davvero. Non dimenticherò il calore e la commozione del pubblico. Un modo straordinario per festeggiare il 2 giugno. un abbraccio forte

Aldo

41 risposte a "AUDITORIUM: RINGRAZIAMENTI E SCUSE"

  1. Gentilissimo Cazzullo, non crede che dopo il risultato straordinario di oggi che ha visto il trionfo dei sì al referendum dovrebbe fare un pò di mea culpa??? Lei ha detto a Ballarò la scorsa settimana che quasi sicuramente il quorum non sarebbe stato raggiunto, che sarebbe stato un miracolo, ecc. ecc. ebbene il miracolo è AVVENUTO!!! Sà qual’è il problema?? E’ che dovreste uscire dalle vostre redazioni e cominciare a leggere la realtà! Come commentatori politici siete fuori dal tempo..non avevate previsto i risultati di Milano e Napoli alle amministrative e non avete previsto nulla per i referendum; non vi siete accorti della straordinaria mobilitazione di gente, di giovani, di realtà associative che era in campo…la stimo come scrittore e per tante altre cose, ma come opinionista e commentatore politico deve ripassare qualcosa, è un consiglio disinteressato….

    • aldo scrive:

      caro Fontana, è vero, ho detto che il quorum sarebbe stato un “mezzo miracolo”. sarebbe bastato che al 30% di astensionisti cronici si fosse sommato uno zoccolo duro del 20% di berlusconiani, che ancora esistono, e al quorum non si sarebbe arrivati. Invece hanno votato anche molti berlusconiani. La velocità della disgregazione – di cui ho scritto e detto tante volte e da tempo – ha sorpreso anche me, lo riconosco volentieri. Detto questo, il tono della sua mail mi conferma che lei non mi conosce per nulla. io non vivo in redazione ma in mezzo alla gente, mi piace parlare con tutti anche gli sconosciuti, e infatti le amministrative le ho azzeccate e vado dicendo da tempo che Berlusconi è finito. un cordiale saluto
      A.

      • claudio castelli scrive:

        il berlusconismo sarà in declino ma la schiatta degli antiberlusconiani ho l’impressione durerà in eterno. ce ne sono di varie risme: anche di quelli che scrivono banalità per mondadori. come lei cazzullo, che fa di tutto per essere diverso da un antiberlusconiano con la bava alla bocca ma che alla fine riesce solo a fare una cosa: addormentare. con l’aggravante di una prosa bolsa e da squola elementare anni settanta. dove non può la valeriana può cazzullo. con quel cognome poi…

  2. Pietro Lamberti scrive:

    Egr. sig. Cazzullo, prendo spunto dalla sua risposta al sig. Fontana, per chiederle un incontro.
    Sto leggnedo il suo libro Viva l’Italia e mi piacerebbe farle leggere alcuni libri che si sposano bene con il suo.
    Mi piacerebbe l’idea di una seconda versione del libro con aggiunte che chiariscano e amplifichino il contenuto del primo.
    Ne sarebbe contenta la Mondadori, lei, e tutti gli Italiani.
    Sono convinto che l’Italia sia stata fatta soprattutto dalla gente comune e nonostante i quattro grandi del Risorgimento.
    Cordiali saluti.

  3. Marco Sostegni scrive:

    Caro Aldo,
    io voto sempre anche se dovessero chiedermi “ti piace più il mare o la montagna… detto questo: ma a nessuno è venuto in mente di riconsiderare anche i precedenti quesiti di referendum che non hanno visto il quorum degli anni passati? questa volta i temi erano “consistenti”, altre volte … molto ma molto meno.
    Detto questo Aldo: ma anche nel parlare con la gente, nello stare insieme alla gente si riesce a capire che cosa vuole la gente? La GGente come si sente in TV. Spesso…

  4. Raffaele Di Giorgio scrive:

    Non mi risulta che il dott. Cazzullo faccia l’indovino, ma a noi italiani piace criticare e polemizzare infatti siamo uniti dai vizi..

  5. Antonio Dorino scrive:

    Gentilissimo Cazzullo è possibile invitarla ad una iniziativa di presentazione del suo libro alla festa dell’unità di Piombino dal 21 Agosto al 4 settembre? attendo un suo gentile cenno di riscontro

  6. Sergio scrive:

    ….siamo praticamente coetaenei, quindi mi permetto di darti del tu. Stasera, 4 luglio 2011, mi è capitato di fermare il telecomando su RAI Storia (mi capita spesso) e vedere la puntata dedicata alla prima guerra mondiale, argomento che mi appassione molto. Non ti conoscevo, ma i commenti che hai fatto sulla “recente” storia italiana (Risorgimento, I e II guerra mondiale, resistenza “anni di piombo”) mi hanno convinto ad approfondire il tuo pensiero, e a leggere il tuo libro. Ti farò (se vuoi) sapere il mio commento. Intanto grazie per aver contribuito a dare, col tuo lavoro, un senso a questa entità che una volta chiamavano, Patria.
    PS.
    ….nonostante tutto quello che ci stanno facendo, mi inorgoglisce, ancora una volta, far parte di questa aziena (la RAI), che quando può, sa fare (bene) il suo mestiere.

    Sergio.

  7. lucia cesarini scrive:

    Approfitto di questo spazio per comunicare con lei a proposito del suo articolo pubblicato a pag. 48 nell’inserto Io Donna della scorsa settimana dal titolo “bambini che non possono diventare figli” perchè ho sentito il bisogno prorompente di volerle comunicare alcune informazioni delle quali sicuramente lei ignora l’esistenza perchè credo nella sua buona fede. Mi presento: sono una psicoterapeuta familiare che negli ultimi 9 anni ha cercato di svolgere al meglio l’incarico derivante dalla nomina di Giudice Onorario del Tribunale dei monorenni di Roma e che per tutto il mandato ha fatto parte del collegio abbinamenti che si occupa di adozioni e tenuto i rapporti con decine di ass. sociali,medici,operatori delle case-famiglia che operano sul territorio e che si occupano dell’universo minori.La materia è molto vasta ma cercherò di enucleare alcuni concetti basilari:ci sono differenze sostanziali di requisiti fra le coppie che chiedono di poter adottare un bambino e quelle che invece sono scelte dagli operatori sul territorio per dare in “affido” dei bambini la cui famiglia naturale si trovi temporaneamente in situazione di disagio e non possa farsi carico della loro crescita.Uno degli aspetti più pericolosi è quello di permettere pericolose “scorciatoie” che aggirino tutte le accurate e delicate indagini che il Tribunale effettua proprio per tutelare i minori stessi.Accanto all’immagine poetica dell’affido-adozione c’è una realtà ben diversa….lo sa che spesso vengono chiesti bambini solo per usarli come braccia da lavoro o per colmare il vuoto lasciato dalla morte di un figlio o come panacea per un matrimonio che sta naufragando? Oppure che i minori che superano 3-6 anni sonorifiutati dalle papabili coppie perchè quasi TUTTI voglioniiio un figlio piccolo per poterlo plasmare a loro somiglianza e non si pongono affatto il problema di tutti quelli,e sono la decisa maggioranza,che non sono più così piccoli e quindi non voluti da nessuno, mentre avrebbero bisogno più dei primi di qualcuno che li ami e se ne prenda cura? Questo ad esempio è uno dei motivi per cui alcuni genitori affidatari prendono in casa bambini piccolo in affido e poi li vogliono adottare!!!!…in barba a tutti gli accertamenti che avrebbero dovuto fare e che il Tribunale fa solo nell’interesse dei minori stessi. Potremmo però parlare,e qui aprire un altro discorso,dei tempi a mio avviso troppo lunghi che la legge sancisce per la “riabilitazione” delle famiglie d’origine e quindi del protrarsi della durata degli affidi…quasi a tutelare il “diritto di sangue” a scapito del benessere dei minori. Su questo si potrebbe discutere ma vorrei ribadire che la motivazione e la disposizione giuridica dell’affido è totalmente diversa da quella dell’adozione e come tale va trattato,salvo rari casi che possono fare eccezione,come in tutte le situazioni di legge.So di non volerla annoiare ancora con l’aspetto emotivo-relazionale che differenzia i due istituti citati quindi mi fermo ma sono disponibile a fornire ulteriori delucidazioni tese ad evitare che si trasmettano ai lettori informazioni non corrette. La ringrazio e spero di essere stata utile.
    Dott. Lucia Cesarini psicologa e psicoterapeuta familiare
    già G.O. del Tribunale dei Minorenni di Roma

  8. Raffaele Di Giorgio scrive:

    Gentile dott. Cazzullo
    Calderoli diceva, nel 2010, che non c’erano soldi per festeggiare i 150 dell’unità d’Italia, ma per trasferire i ministeri a Monza i soldi ci sono!! Forse i leghisti si sono affezionati a Roma ladrona e quando tornano a casa loro hanno bisogno di respirare l’aria dei dicasteri romani e godersi i soldi da deputato, senatore…della Repubblica Italiana.

  9. margherita scrive:

    Lucia Poli sorella del grande Paolo sta portando in giro per l’Italia il suo spettacolo che parla ( finalmente ) di Jessie White !

  10. Marco Sostegni scrive:

    Complici le ferie estive ho finito Viva l’Italia. Rispetto ad altri tuoi libri ho fatto più fatica nella lettura perché in alcuni tratti mi sembrava di essere tornato ai tempi della scuola con i pomeriggi a studiare storia. Mi è sembrato di visitare mentalmente un cimitero talvolta. Mi sa Aldo che la comunicazione oggi ci abbia abituato a considerare la morte come “di plastica”, qui nelle tue pagine si respira odore di polvere da sparo e sangue a fiotti e mi ero dimenticato di tanto dolore in 150 anni della nostra Storia. Tutto sommato comunque hai fatto bene a scegliere quest’argomento per i 150 anni dell’Unità d’Italia (e non solo). La tua analisi finale sulla Lega e sulla situazione politica italiana è molto lucida. Una fotografia che mi sembra però già molto lontana con quello che sta succedendo negli ultimi mesi anche grazie al nostro vero politico di riferimento che è il Mercato.
    A giorni ti spedisco all’indirizzo del Corriere un piccolo diario di guerra di un amico, classe 1920 e morto qualche mese fa proprio nei giorni di pubblicazione, forse a sue spese, del piccolo libro. Penso possa essere di tuo interesse, si intitola “Un soldato racconta” e parla degli anni di prigionia in Germania dell’autore, che si chiamava Fernando Cintelli ed ha sempre fatto l’agricoltore. In 80 pagine si capisce anche che in tempo di guerra – e forse non solo in tempo di guerra – ci si crea come un nemico metale che poi perde piano piano un po’ di consistenza.

    • gianluca tripodi scrive:

      Gentile sig.Sostegni,leggendo il blog del dr.Cazzullo, ho avuto modo di leggere questo post relativo ad un diario di guerra di un suo amico prigioniero in Germania.
      Dato che ritengo importantissima la conservazione e la diffusione della nostra memoria,mi saprebbe dire come potrei avere una copia di questo diario,quando sara’pubblicato?questa domanda e’anche per il dr.Cazzullo

  11. Luca Brunello scrive:

    Caro Aldo,
    sono un giovane studente di 20 anni. Ho letto oggi con grande interesse il suo articolo sul fascismo e la strage di Oslo. Mi ha confermato ancora una volta il suo spessore intellettuale di storico e giornalista. E’ sempre un grande piacere leggere le sue analisi, e contribuisce a portare alto il nome della stampa italiana (che ultimamente non vive un bel periodo).

  12. Luca scrive:

    Gentilissimo signor Cazzullo, le scrivo in risposta al Suo articolo edito su ”Sette” (Corriere della Sera) n°11 intitolato ”Il fascismo è cosa nostra”. L’equazione principale e del tutto superficiale (per essere gentili) che trapela dal Suo articolo è la seguente: strage fatta da un nazista = il nazismo, che è fascismo, è un’ideologia stragista, e noi italiani che abbiamo ‘’inventato’’ il fascismo, non ci possiamo permettere di scandalizzarci per una strage fatta da un nazista.
    Partendo dall’ inizio vorrei ricordare che lo stragista di Oslo ha affermato di essere un fondamentalista cristiano anti-marxista, anti-multiculturalista, anti-islamista con idee riconducibili alla destra nazista. Il Suo primo errore è stato quello di accomunare il nazismo al fascismo: le due ideologie non possono e non devono essere ritenute identiche solo perché furono alleate, poiché sono diverse; una differenza su tante è che il fascismo non partiva con lo scopo di ”mandare i nostri ebrei ad Auschwitz” come fa intendere ciò che ha scritto bensì quest’ ultimo fu un provvedimento preso solo a seguito dell’approvazione obbligata delle leggi raziali, tant’è che noi italiani durante la guerra in Istria e Dalmazia fummo disprezzati dai tedeschi proprio perché salvammo svariate famiglie di ebrei da un inevitabile massacro accogliendoli in Italia (come scrive Petacco ne ”L’Esodo”).
    In secondo luogo ricordo che ”dopo il dopoguerra abbiamo avuto tante Oslo” sì, ma anche da parte di partigiani: tutte le stragi in Emilia, i regolamenti di conti a guerra finita, perché no anche le Foibe. Vogliamo parlare di situazioni più recenti? Parliamone. Parliamo delle BR. Parliamo del rogo di Primavalle dove vennero bruciati Virgilio Mattei (22 anni) e Stefano Mattei (10 anni) solo perché figli di Mario, militante del MSI.
    Infine vorrei ricordare che saremo forse l’unico paese al mondo in cui la destra è sinonimo di fascismo, ma siamo anche uno dei numerosi paesi -senza voler intavolare i soliti argomenti- in cui vengono dimenticati i crimini commessi dal comunismo, di gran lunga peggiori a quelli commessi dal fascismo. Ce ne scordiamo a tal punto da inneggiare (o aver inneggiato) tale ideologia, da aver eletto Pertini presidente che puntualmente è andato a baciare la tomba di Tito come se fosse stato un eroe, invece di un assassino di italiani (fascisti, non fascisti e comunisti). Ce ne scordiamo a tal punto da non scrivere queste cose nemmeno nei libri di storia, come se non fossero importanti, come se non fossero uno schiaffo all’ Italia paragonabile alla deportazione di ebrei in Germania. E’ vero che la storia la scrivono i vincitori, ma bisogna ricordarsi che colui che vince non è inevitabilmente senza colpe.

  13. Anna Villani scrive:

    io verrò a vederla a scala di ravello la prossima settimana e spero tanto di slautarla di persona. Anna

  14. margherita scrive:

    mio caro Aldo sono allibita che tu mi citi Buttafuoco ( uno che sta sempre al fianco di Giuliano Ferrara ) il quale dice una grande sciocchezza. si nasce bisessuali eh !

  15. James Fantauzzi scrive:

    Buongiorno Aldo
    (ti do del “tu” in quanto anche io sono quasi un tuo coetaneo, 3 anni più giovane). Ho appena terminato la lettura di “Viva l’Italia” e l’ho trovato interessante e anche pedagogico, considerando che il Risorgimento non viene davvero studiato nelle scuole e per questo ti ringrazio tantissimo. Per mia convinzione personale e culturale, però, non sono mai stato un patriota e mai avrei dato la mia vita gridando W il Re: bisognerebbe avere una sensibilità davvero elevata, penso a Garibaldi, considerarsi “patrioti” e rispettare e/o “lottare” parallelamente per la dignità di popoli oppressi lontani anni luce, sia geograficamente che culturalmente, e a parte lui, non conosco altri “condottieri” che si siano cimentati in tali azioni senza accettare nulla in cambio (per mia ignoranza immagino, non so, mi viene in mente il Che ma il paragone è forse improponibile). Per la mia esperienza ho sempre visto i “patrioti” come persone “schierate” per dei valori che appartengono (giustamente) a quelli nazionali, storici e culturali, ma denigrando, ostacolando e a volte (vedi il fascismo) cancellando quelli degli altri popoli con il sangue. Lo vedo quindi come un valore che, su scala mondiale e globale, divide anziché unire. I leghisti estremizzano questo concetto su base locale e in chiave antinazionale. Morire per il Re, per un Re, borbonico o sabaudo che sia? Lo trovo personalmente di un masochismo senza limiti in quanto l’esistenza stessa degli aristocratici, la casta per eccellenza, diventa duro da digerire per un’infinità di ragioni che tu conoscerai meglio di me, la prima: le morti e i dolori causati ai popoli sottomessi. E mi fermo qui. Di sicuro, avrei dato la vita per la libertà, lo avrei gridato davanti un plotone di esecuzione, quello si. Lo ritengo un valore assoluto, la stella polare della mia vita, quella che permette anche a persone ignoranti di usare toni esaltanti sui regimi fascisti, sull’impero austriaco, su Fidel Castro, ecc ma che preferisco ascoltare piuttosto che vivere in una cupa e silenziosa caserma. Ultima considerazione: il termine ” Italia” nasce molto prima del Petrarca e Dante. Molti popoli dell’Italia centromeridionale si unirono contro i Romani formando la “lega Italica”, con proprie monete, in quella che fu definita Guerra Sociale, o Guerra Marsica o… italica, per rivendicare gli stessi diritti Romani. Siamo nel 91 a.C. e la loro guida era Poppedio Silone, un marso, come me. Ma il termine Italia è molto più antico e si perde nelle leggende e nella mitologia di Ercole e dei popoli greci che popolarono l’estremo sud della penisola.
    Buon lavoro Aldo
    James

  16. margherita scrive:

    la borghesia non si indigna su B ? hai ragione sono tutti da Cisnetto a Cortina

  17. Emilio scrive:

    Buonasera Signor Aldo,
    Ho terminato ora di leggere il suo libro: “Viva l’Italia”.
    L’ho trovato molto interessante e le confesso che mi sono commosso in più di un’occasione. Mi ha toccato particolarmente il leggere di questi ragazzi poco più che ventenni all’anagrafe, ma già, oserei dire, ‘uomini’, nello spirito.
    La ringrazio per aver concentrato in appena 150 pagine una ‘storia’ di una bellezza unica quale è il nostro risorgimento.

    Volevo solo farle un appunto:
    Alla pagina 139 del libro, alla riga 25 lei scrive: (cito testualmente)

    “Non è questione solo di insegnanti malpagati e di ricercatori che restano precari fino all’età della pensione, oppure degli idraulici e degli odontotecnici tra i più cari al mondo, …”

    In quanto odontotecnico, mi sono sentito preso in causa da queste ultime righe che le ho citato.
    Volevo portarle alla sua attenzione, perchè, secondo il mio modesto parere, forse si è confuso con un’altra categoria.

    Cordialmente
    Un suo lettore odontotecnico

  18. margherita scrive:

    Carlo Voltolina di Chioggia nipote di Alberto Mario morto per la patria a 19 anni sul Carso nel 1916 . il suo monumento funebre si trova nel cimitero di Chioggia

  19. margherita scrive:

    caro Aldo ho letto il tuo pezzo in difesa di Costamagna Dandini. hai ignorato la cacciata di Daverio. leggo che la prossima accoppiata sarà Costamagna Facci : che ne dici ?

  20. Massimo Branda scrive:

    Buonasera,
    ci aveva promesso che sarebbe venuto a Canelli a presentare il suo libro.
    Manterrà?
    Domenica 9 ottobre abbiamo avuto Alessandro Mari, che ci ha intrattenuto per due ore inchiodandoci tutti alle sedie.
    Sarebbe bello ocntinuare con Lei.
    Cordiali saluti.
    Massimo, Canelli

  21. claudio castelli scrive:

    scusi cazzullo, ma a me questo milani mi sembra un gonzo. lo stato siamo noi? mah, può voler dire mille cose e quindi, in definitiva, niente. invece di star qui a comprare i btp, milani faccia una bella battaglia culturale e civile per abolire il comma quattro dell’articolo 81 della costituzione: il comma tre sa molto luigi einaudi, il quattro molto compromesso storico. si ricordi, il milani, che lo stato saremmo pure noi ma gli consiglio di fare un giro, per esempio, il venerdì mattina nelle università umanistiche italiane per vedere chi ci tiene lezione: nessuno, sono andati tutti a casa il giorno prima per il weekend lungo. in culo alla crisi e, modestamente caro milani, a quelli che gli danno pure l’obolo come lei.

  22. Pasquale scrive:

    CHE DELUSIONE Signor Cazzullo il suo articolo “Una Gazzarra senza coraggio”

    Con il suo articolo lei dimostra che se ci sono delle viltà umane e professionali sono da ricercare tra chi con atteggiamenti opportunisti e ambigui gli ha tenuto gioco nell’informazione italiana,

    In piazza l’altra sera c’era la parte migliore dell’Italia, cittadini STANCHI del regime berlusconiano. Non c’erano black block , c’erano lavoratori studenti pensionati cittadini onesti
    La libertà di manifestare il proprio sdegno per chi ha portato al fallimento l’Italia non si chiama gazzarra.
    La vigliaccheria è di chi ambiguamente scrive a favore dell’impresario mediatico che ha ancora la maggioranza in parlamento.

    Stranamente Cazzullo lei non è preoccupato del fallimento dell’Italia ma del popolo che non protesta per il bunga bunga a cui ora è costretto dallo statista che ha molto denaro per comprarsi tutto, escort, televisioni, giornalisti, e scilipoti vari,

    Molto berlusconamente ricorda che il PDL non è stato battuto in parlamente.

    Qoesto dimostra la mala fede…Se Berlusconi se ne fosse andato 1 anno fa se avesse avuto un grammo di senso dello stato forsela situazione non sarebbe così tragica.

    Il coraggio di chi protesta energicamente le ragioni di un popolo trafitto dal immondo berlusconismo è ancora più valoroso se deve contrastare persone come lei che scrivono su un giornale autorevole come il corriere.

    Cordialmente deluso

  23. giampiero leoni scrive:

    essere gay, o transessuali, non è roba facile. in particolare – nel mondo occidentale – in questo paese che coccola e consente insulti, rutti, atti, gesti machisti, sessisti, denigratori. omofobici. non parliamo di diritti e nuove frontiere, già ampiamente raggiunti in europa e nord america. bene, anzi male. ebbene, sul corriere, lei ha voluto emendare il suo solito equilibro e la sua serietà con un pizzico di colore. scambiando un duro percorso identitario, intimo, ma con implicazioni di antropologiche e civili, con un gioco carnevalesco da nani e ballerine, da travestimento goliardico. no, v. luxuria non si ‘veste ‘da donna: è una transegender, coraggiosa e rispettabile nel suo percorso umano, civile e sociale. la rispetti, e rispetti anche la sua e la nostra intelligenza. non faccia colore a scapito della sua onestà intellettuale, la tolga dal mucchio carnevalesco, in cui andrebbero messi atti e comportamenti, non abiti identitari. le scrivo perchè da lei non me l’aspettavo, come il dipietro dei ’2 maschi a letto’, che per fortuna ha voluto scusarsi. lo faccia anche lei. cordialmente.
    grazie.
    http://www.corriere.it/politica/11_novembre_13/cazzullo-colle-gazzarra_c524a87a-0e02-11e1-a3df-26025bf830b6.shtml

  24. Dario scrive:

    Egregio dr. Cazzullo,
    non sono d’accordo con i soui commenti sulla gazzarra del Quirinale perchè lei fa finta di ignorare la gazzarra messa in atto da Berlusconi sulla scena politica e civile italiana: la violenza con cui ha monopolizzato i media, l’incivile conflitto d’interesse, l’arroganza di non aver mai rispettato la minoranza, il sovvertimento delle elezioni del popolo sovrano con la compravendita di parlamentari incompetenti, l’occupazione manu militari” di tutti i posti della amministrazione pubblica non sovvertendo le regole bipartisan, l’avere nominato amministratori pubblici del calibro Minetti & Co, l’avere fatto votare al parlamento la vergogna che Ruby fosse la nipote di Mubarak. E lei dopo tutto ciò parla di incivilta’ nel manifestare la soddisfazione per l’uscita di scena di tale mascalzone? Ma se gli hanno cantato l’Halleluja di Handel, cosa c’è di più civile e culturale per un inquisito? Ma lei da che parte sta? Non trova giusto che dopo aver ingoiato perr anni tutte le leggi ad personam un precario, un cassaintegrato, un pensionato un disoccupato manifestino la loro gioia per la fine di un era di soprusi e arroganze. E chi è che ha avvelenato ed imbarbarito la scena civile se non Berlusconi Bossi e i loro accoliti?.

  25. Stefano scrive:

    L’articolo di ieri contro i festeggiamenti per la caduta di Berlusconi ha dell’incredibile. Quando si tratta di scrivere libri patriottici per saltare sul carro dei 150 dall’Unita’ d’Italia lei sembra molto affezionato al suo paese e incline ai festeggiamenti. Tuttavia ritiene che non ci sia niente da festeggiare se cade un regime che ha portato l’Italia alla rovina economica, politica, culturale e sociale. Delle due l’una: o non si e’ mai accorto dei danni devastanti che Berlusconi ha fatto a questo paese oppure fa finta di non rendersene conto. In entrambi i casi la cosa e’ molto preoccupante. E ora festeggi pure la sua bella unita’ d’Italia, lei che vuole tanto bene a questo paese e che festeggia solo quando “occorre grande coraggio”.

  26. Giacomo D. scrive:

    Gentile dott. Cazzullo,
    ho apprezzato molto il suo “Viva l’Italia”. E’ possibile inviarle una mail a un indirizzo privato?
    Grazie, buon lavoro,
    g.d.

  27. Stefano scrive:

    Avevo capito che il mio commento fosse “in attesa di moderazione” e non “in attesa di censura”, ma ora vedo che è completamente sparito dal blog. Ora ho capito come funziona: i complimenti vengono pubblicati, le critiche vengone rimosse. Complimenti sig. Cazzullo, lei si che è un vero liberale!

  28. Luigi Cortese scrive:

    Egregio signor Cazzullo,
    Sono un ventenne calabrese, ho letto il suo libro “Viva l’Italia”, e seguo spesso i suoi interventi in quei programmi che, di solito in onda su raistoria, ripercorrono la storia del risorgimento del 150°.
    Le scrivo perchè, leggendo il suo libro, e ascoltando i suoi interventi, mi sento ogni volta sempre più amareggiato, per non dire nauseato.
    Questa amarezza viene provocata sopratutto dal modo in cui Lei affronta e analizza il periodo immediatamente successivo all’unità, quello della repressione piemontese, altrimenti detto “Brigantaggio”.
    Minimizzare l’importanza di quegli eventi, facendo una semplicistica distinzione tra forze “progressiste” (piemontesi) e conservatrici (briganti, ufficiali e nostalgici borbonici), è cosa ingiusta e storicamente falsa.
    I moti insurrezionali che insanguinorono il sud tra il 1860 e 1870, furono il grido di dolore di un popolo che, dopo aver a furor di popolo aperto le porte a Garibaldi alla promessa di terra, libertà e prosperità, si ritrovò derubato e trattato da colonia dal nuovo potere costituito.
    Forse non c’è molto di patriottico in cio’, è vero: lottarono con Garibaldi per la terra, e per la terra morirono qualche anno dopo come “briganti”, ma fu anche il primo e unico esempio di movimento di massa, in quell’Italia priva di qualunque germe di opinione pubblica e in granparte lontana dalla missione unitaria,che si riuniva dopo secoli grazie all’opera di pochi, irriducibili, “carbonari”.
    In quel periodo, in quella ardente questione agraria divenuta poi “meridionale”, affondano le radici molte delle cause che ancora oggi tengono l’Italia un paese sostanzialmente ancora diviso in due tronconi.
    Puntualizzo una cosa:rifuggo da qualsiasi visione che veda nel nord, o nella politica italiana, l’unica causa dei problemi del sud e della questione meridionale. Non mi etichetti perciò facilmente come “neoborbonico”, perchè non è di ciò che voglio parlare.
    Tengo a ribadire solo che chi voglia narrare la Storia, cercare le radici del presente scavando nel passato, debba farlo con consapevolezza e spirito critico, con il gusto e l’amore per la verità. Nel suo libro, a mio parere non c’è nulla di tutto ciò. Lei ripercorre la storia nel modo in cui viene narrata dai sussidiari, o dai pomposi testi di storiografia ufficiale, nascondendo o negando pagine tutt’oggi dolorose.
    Da lei, giornalista che stimo proprio per l’amore per il vero, sono rimasto perciò profondamente deluso.
    Sperando di potermi ricredere, le auguro una buonaserata.
    Luigi Cortese

  29. Luigi Cortese scrive:

    Egregio signor Cazzullo,

    Sono un ventenne calabrese, ho letto il suo libro “Viva l’Italia”, e seguo spesso i suoi interventi in Tv, nelle numerose trasmissioni RAI che ripercorrono la storia del risorgimento nel 150°.

    Le scrivo perchè leggendo il suo libro, e ascoltando i suoi interventi, mi sento ogni volta sempre più amareggiato, per non dire nauseato.

    Questa amarezza viene provocata sopratutto dal modo in cui Lei affronta e analizza il periodo immediatamente successivo all’unità, quello cioè della repressione piemontese, altrimenti detto “Brigantaggio”.

    Minimizzare l’importanza di quegli eventi, facendo una semplicistica distinzione tra forze “progressiste” (piemontesi) e conservatrici (briganti, ufficiali e nostalgici borbonici), è cosa ingiusta e storicamente falsa.

    I moti insurrezionali che insanguinorono il sud tra il 1860 e 1870, furono il grido di dolore di un meridione che, dopo aver aperto le porte a Garibaldi a furor di popolo, con la promessa di terra, libertà e prosperità, si ritrovò derubato e trattato da colonia dal nuovo potere costituito.

    Forse non c’è molto di patriottico in quei fatti, è vero: quei contadini lottarono con Garibaldi per la terra, e per la terra morirono qualche anno dopo come “briganti”. Quelli, però, furono anche i primi e unici esempi di movimento di massa in quell’Italia, priva di qualunque germe di opinione pubblica e in granparte lontana dalla missione unitaria,che si riuniva dopo secoli grazie all’opera di pochi, irriducibili, “carbonari”.

    In quel periodo, in quella ardente questione agraria divenuta poi “meridionale”, affondano le radici molte delle cause che ancora oggi fanno dell’Italia un paese sostanzialmente diviso in due tronconi.

    Puntualizzo una cosa:rifuggo da qualsiasi visione che veda nel nord, o nella politica italiana, l’unica causa della questione meridionale e dei problemi del sud. Non mi etichetti perciò facilmente come “neoborbonico”, perchè non è di ciò che voglio parlare.

    Le scrivo solo perchè credo, fermamente, che chi voglia narrare la Storia, cercando le radici del presente scavando nel passato, debba farlo con consapevolezza e spirito critico, con il gusto e l’amore per la verità. Nel suo libro, a mio parere, non c’è nulla di tutto ciò. Lei ripercorre la storia risorgimentale nel modo in cui viene narrata dai sussidiari, o dai pomposi testi di storiografia ufficiale, nascondendo o negando pagine tutt’oggi dolorose.

    Da lei, giornalista che stimo proprio per l’amore per il vero, sono rimasto perciò profondamente deluso.

    Sperando di potermi ricredere, le auguro una buona serata.

    Luigi Cortese

    • aldo scrive:

      caro Luigi, guardi che la mia tesi è esattamente opposta. non piemontesi contro meridionali, ma patrioti che difendevano l’unità nazionale contro combattenti che la negavano. La guerra civile, che pure ci fu e di cui si è parlato troppo poco, non è la guerra del Nord contro il Sud. Le prime vittime dei cosiddetti briganti furono i patrioti del Sud, della guardia nazionale, che venivano massacrati da quella strana alleanza di briganti in senso tecnico, partigiani dei Borboni, sostenitori del potere temporale del clero. non esattamente un’alleanza per il progresso. cordiali saluti. Aldo

  30. Giovanna Querci Favini scrive:

    Caro Dott. Cazzullo,

  31. Roberto scrive:

    Visto che è un blog parziale, mi insinuo in uno spazio non idoneo perchè vorrei commentare l’art. “Le lacrime (condivise anche dai padri) di Chiara” apparso sull’ultimo Io Donna.
    Mi complimento perchè ancora si parla di Berlusconi a riprova delle molteplici argomentazioni e opportunità di dialogo. Mi complimento perchè la visione della Donna è di una povera piccola santa che Berlusconi irretisce stropicciandosi le mani e digrignando i denti. Mi complimento perchè si parla di questo argomento che evidenzia la mancanza di eticità molto più che il coinvolgimento di Bersani con Penati o di Fassino con “… abbiamo una banca!” o di Casini con Finmeccanica o degli incontri automobilistici di Sircana o delle strana morte del travestito collegato a Marrazzo.
    Mi complimento perchè l’articolo nega che la prostituzione è il mestiere più vecchio del mondo; nega che il desiderio di pubblicità delle figlie e, soprattutto, delle madri frustrate, è un comportamento che esiste ed è ben presente nella quotidianità; nega che fare sesso è utilizzato (le donne sono sempre e comunque vittime: grazie per questa verità sig. Aldo Cazzullo) come mezzo per ottenere ciò che si vuole. Le ragazze a 19 anni sono, sempre e comunque, ingenue e facilmente irretibili: ragazzine che non sanno nulla della vita e nulla sanno del sesso. Tutte queste ragazzine perfette sono, anche, figlie e, si sà, le figlie (qualsiasi esse siano e da qualsiasi lombo nascano) non fanno certe cose!!! Si sà, tutte le madri ascoltano allibite i soprusi sulla povera piccola e piangono, orgogliose che abbia trovato il coraggio (sic!) di aprire il povero cuore straziato dalla sofferenza di avere avuto favori, soldi, gratificazioni. Lungi da loro sfruttare la situazione per ottenere altri soldi e pubblicità (madri e figlie aborrono questa falsa forma di farsi conoscere). Lei, caro sig. Aldo Cazzullo, mi ha riconciliato col mondo perchè tutte le brutture che, quotidianamente, si riscontrano … Lei mi dice che non esistono! Non sono vere! mirabile dictu! Altresì, La ringrazio per avermi annunciato che con Berlusconi finisce questa stagione macabra e pornografica. Meno male che la fine di Berlusconi ci permette di essere tutti più belli, ricchi, buoni; lo spread è andato a nostro favore, le borse guadagnano ogni giorno, la corruzione non esiste più e, finalmente, la magistratura (vero baluardo schierato solo a difesa della democrazia) ha concesso a tutte le ragazzine ingenue che sono state irretite da Emilio Fede e oltraggiate, contro la loro volontà, da Berlusconi di chiedere i danni.
    Grazie sig. Aldo Cazzullo, meno male che Lei esiste per diffondere cotante verità assolutamente incontrovertibili. Mi spiace soltanto di avere un figlio e non una figlia … lui non è santo come lo sarebbe stata lei.

  32. Raffaele Di Giorgio scrive:

    caro Luigi,
    il dott. Cazzullo ha scritto il libro Viva L’Italia per festeggiare degnamente e con gioia i 150 dell’Unità d’Italia, mettendo in risalto ciò che ci unisce e non ciò che ci divide o potrebbe dividerci. La ricerca delle verità storiche è sempre auspicabile, ma non deve intaccare l’Unità del Paese, perché anch’essa è una Verità da preservare. Oggi il pericolo viene dall’interno. Il dott. Cazzullo scrive a pag.132 del libro Viva l’Italia:” non è difficile prevedere che,….se e quando sarà tornata all’opposizione, la Lega recupererà la parola d’ordine delle origini:secessione.”. Una previsione che si sta puntualmente verificando.
    Raffaele Di Giorgio

  33. Luigi Cortese scrive:

    Egregio dottor Cazzullo,
    e’ proprio la visione di un conflitto tra “patrioti” e “secessionisti” che non mi convince.
    Non è corretta nemmeno la definizione di “briganti”: oltre ai banditi, elementi filoborbonici e clericali, ritroviamo una massa enorme di soldati, contadini, operai, tutti delusi dai primi provvedimenti presi dal governo piemontese (leva obbligatoria, demanio venduto alle baronie locali).
    La guerra civile che insanguinò il meridione in quegli anni fu di così grandi dimensioni, che ritengo sbagliato pensare sia stato solo uno scontro tra patrioti e nostalgici.
    Se fosse così, dovremmo registrare allora che il meridione non solo non fosse pronto, ma addirittura contrario all’unificazione nazionale.
    Invece dobbiamo pur sempre ricordarci l’epopea di Garibaldi, sbarcato in sicilia con mille uomini e giunto sul Volturno, quasi senza colpo ferire, con un esercito di quasi 30.000 volontari. Ciò fu possibile perchè Garibaldi, oltre all’Italia, prometteva terra e libertà.
    Cosa accadde invece?
    Legge Pica, vendita terre demaniali, scioglimento e allontanamento dei volontari dell’esercito meridionale (per cui Garibaldi si battè in Parlamento), Fenestrelle, e poi Pontelandolfo e tutti gli eccidi commessi da Cialdini;
    Queste le vere cause del “brigantaggio” dottor Cazzullo, che segnano pure l’inizio della Questione Meridionale.
    Diciamo la verità dottor Cazzullo: l’era dei sussidiari e’ finita, e ci risparmieremmo pure tutta quella serie di libelli e libercoli vari che trattano l’unità come causa prima ed unica dei mali del meridione.

    Un cordiale saluto,
    Luigi

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