la “festa” per la caduta di B

8 commenti

 

Devo una risposta ai tantissimi lettori che mi hanno scritto per esprimere apprezzamento o critiche al commento sulla “gazzarra senza coraggio” uscito domenica sul Corriere. Ringrazio tutti, ma ovviamente mi interessano di più le critiche. Purché educate e in buona fede, escludendo quindi quelle del Fatto. Il meccanismo con cui si muove Travaglio ormai è chiaro: il suoè il profilo professionale di un buon cronista della giudiziaria di Torino, divenuto personaggio e poi star presentando tutti gil altri, in particolare chi sulla legalità non ha idee molto diverse dalle sue, come servi, a maggior gloria dell’unico Puro, con un linguaggio che neanche Sallusti. (Quanto a Padellaro, è bene che i lettori sappiano che ce l’ha con me per una vecchia intervista in cui si annunciava di fatto il suo defenestramento dall’Unità. Pazienza).‬

 ‪Ai lettori rispondo invece che qui non è in discussione il giudizio sul berlusconismo. Il mio è agli atti di questi diciassette anni, e non è certo il caso di improvvisarlo adesso. Nè è in discussione il diritto di festeggiare. Io stesso sono sollevato al pensiero che Berlusconi non sia più il mio presidente del Consiglio. Ma un conto è festeggiare a casa propria, o nelle piazze; un altro è andare sotto il Quirinale o sotto casa sua a insultarlo. C’ero, sotto Palazzo Grazioli; e l’atmosfera non mi è piaciuta. A maggior ragione quella che si respirava a tarda sera, quando l’intera zona è stata bloccata dalla polizia, impedendo ai romani e ai turisti di circolare liberamente di sabato nel centro della capitale. Credo che il rispetto per l’avversario sconfitto sia sempre un valore, a maggior ragione se l’avversario non ha avuto rispetto per me. Berlusconi poi non è stato sconfitto in un voto elettorale, e neppure in un voto parlamentare; anzi, la sinistra gli sta chiedendo di sostenere insieme un governo di larghe intese, in un momento delicatissimo, con l’Italia sull’orlo del crollo finanziario. Andare sotto casa sua a fargli il gesto dell’ombrello mi pare discutibile sul piano morale, poco bello sul piano estetico e poco lungimiramente sul piano politico.

L’antiberlusconismo per me è Antonio Tabucchi che pubblica “Sostiene Pereira” nel ’94. E’ Oscar Luigi Scalfaro che rifiuta di nominare Previti ministro della Giustizia. I gesti dell’ombrello sotto casa di un premier dimissionario li lascio volentieri ad altri.‬ ‪

8 risposte a "la “festa” per la caduta di B"

  1. elia scrive:

    salve, sono un suo lettore affezzionato.la trovo umano nei giudizi, sempre equilibrato, rispettoso, sobrio.Anch’io come tanti non avevo capito l’ articolo pubblicato sul corriere.la rettifica che ha fatto oggi mi pare importante.pubblicai una lettera indignata al corriere stigmatizzando il suo e l’ atteggiamento di de bortoli, senza che questa venisse pubblicata.Io sono uno dei tanti che ha festeggiato, e non lo trovo/trovavo disdicevole.cordiali saluti.

  2. beppe scrive:

    Caro Aldo Cazzullo,
    anche se mi rendo conto che forse non è il post(o) adatto – ma non ho trovato altri contatti – ho letto il suo pezzo “martoniano” su Sette dell’8 dicembre (scusi il gioco di numeri) e non posso non postarle una segnalazione che abbiamo fatto uscire la mattina della nomina del sullodato a Vice Ministro…
    http://furiacervelli.blogspot.com/2011/11/michel-martone-vince-pietro-ichino.html
    (che è il blog del nostro libello: ebbene sì, anche noi…)

    Ci sarebbe da scrivere un romanzetto d’appendice su Michel, non tanto “ma belle”: dal papà giudice cassazionista, poi presidente Civit (commissione sulla trasparenza della PA, voluta da Brunetta), che gli assegna una consulenza presto la stessa Civit – per monitorare la digitalizzazione delle PA di Paesi terzi: ci rendiamo conto!! – alla comparsata nel programma tv “il contratto”, per approdare alla poltrona di viceministro, sempre con quel sorrisetto.
    E’ proprio vero: una risata ci ha già seppellitti!
    un caro saluto,
    beppe a.

  3. Gentile Dott. Cazzullo,

    sono il nipote del Prof. Aronica che fu partigiano e poi internato nel lager di Mauthausen. Vorrei inviarle copia del libro che mio nonno scrisse della sua esperienza. può rispondermi sulla mia email.

    cordiali saluti, domenico aronica

  4. Andrea Chiari scrive:

    Perchè bisimare la manifestazione? C’era gente che aveva espresso il suo dissenso anche in altri momenti, quando il boss era al potere. Qualcuno è stato anche spiritoso (i migliori) eseguendo il classico ringraziamento in musica. Berlusconi non era un dittatore ma la sua caduta (è una forzatura di auspicio, comunque incombe ancora)non è paragonabile a quella di un Forlani o di un Andreotti IV. Molti di voi giornalisti “equlibrati” hanno fatto finta, per non affrontare il nodo pratico e teorico di cosa fosse quella presidenza, che Berlusconi fosse un premier come altri. Non era così. Ed è giusto che alla sua caduta ci siano stati comportamenti differenti.

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