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> <channel><title>Commenti per Il blog di Aldo Cazzullo</title> <atom:link href="http://blog.aldocazzullo.it/comments/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://blog.aldocazzullo.it</link> <description>La mia anima è ovunque tu sia, il nuovo libro di Aldo Cazzullo</description> <lastBuildDate>Mon, 20 Feb 2012 20:31:57 +0000</lastBuildDate> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Commenti su Una città un Paese: Genova, la risorta di Marta Gatto</title><link>http://blog.aldocazzullo.it/2012/02/13/una-citta-un-paese-genova-la-risorta/#comment-1331</link> <dc:creator>Marta Gatto</dc:creator> <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 20:31:57 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.aldocazzullo.it/?p=652#comment-1331</guid> <description>Egr. Sig. Cazzullo, per completezza sul Suo articolo del 20.02.2012 su PARMA(per &quot;problemi tecnici&quot; non è possibile inserire il commento in calce al relativo articolo): 1) sull’iPad: il Tribunale del Riesame di Bologna il 14.10.2011 ha scritto che non c’era alcuna prova che l’iPad fosse stato donato in cambio di favori: niente corruzione e immediata rimessione in libertà dell’arrestato (vedi articoli su Repubblica); 2) la Camera penale di Parma ha deliberato, tra l’altro, il 15.11.2011: -“che censurabile deve ritenersi, soprattutto in fase d’indagine, la costante esposizione mediatica di persone in stato di arresto, magari nel momento stesso in cui vengono prelevate dalle proprie abitazioni o condotti davanti all’Autorità Giudiziaria,  di fatto obbligati, con il beneplacito degli Agenti di Polizia operanti, a “forzate passerelle”, non di rado con le  manette ai polsi; - che ugualmente preoccupante è il frequente ricorso all’estrema misura della custodia cautelare in carcere anche laddove le esigenze cautelari seppur sussistenti, potrebbero essere tutelate con misure più gradate e meno afflittive, che vengono riconosciute e concesse non appena la persona ristretta in carcere assume una linea difensiva remissiva e collaborativa, non solo in merito alle dirette contestazioni mosse nei suoi confronti, ma anche riguardo a fatti magari ancora in fase di accertamento”; 3)  Provincia e caso noleggio auto: Repubblica il 2.02.2012 scrive, tra l’altro, che  dirigenti e funzionarie sono “accusate insieme ad altre due dipendenti di aver favorito la Car Server, ditta vicina al capo di gabinetto del presidente Bernazzoli” indagine prossima alla chiusura; 4)  l’area cani c’è e si vede dalla fermata dell’autobus al comando vigili; 5) secondo il Corriere della Sera del 16.10.2011, il Pm dell’indagine avrebbe interessi “in causa”; si legge sull’articolo: “il pm avrebbe favorito il marito dirigente di polizia per andare a coprire l’incarico di capo dei vigili urbani” di Parma. Giusto per completezza: mi pare che Lei abbia tralasciato davvero molto! Molte vive cordialità.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Egr. Sig. Cazzullo, per completezza sul Suo articolo del 20.02.2012 su PARMA(per &#8220;problemi tecnici&#8221; non è possibile inserire il commento in calce al relativo articolo): 1) sull’iPad: il Tribunale del Riesame di Bologna il 14.10.2011 ha scritto che non c’era alcuna prova che l’iPad fosse stato donato in cambio di favori: niente corruzione e immediata rimessione in libertà dell’arrestato (vedi articoli su Repubblica); 2) la Camera penale di Parma ha deliberato, tra l’altro, il 15.11.2011: -“che censurabile deve ritenersi, soprattutto in fase d’indagine, la costante esposizione mediatica di persone in stato di arresto, magari nel momento stesso in cui vengono prelevate dalle proprie abitazioni o condotti davanti all’Autorità Giudiziaria,  di fatto obbligati, con il beneplacito degli Agenti di Polizia operanti, a “forzate passerelle”, non di rado con le  manette ai polsi; &#8211; che ugualmente preoccupante è il frequente ricorso all’estrema misura della custodia cautelare in carcere anche laddove le esigenze cautelari seppur sussistenti, potrebbero essere tutelate con misure più gradate e meno afflittive, che vengono riconosciute e concesse non appena la persona ristretta in carcere assume una linea difensiva remissiva e collaborativa, non solo in merito alle dirette contestazioni mosse nei suoi confronti, ma anche riguardo a fatti magari ancora in fase di accertamento”; 3)  Provincia e caso noleggio auto: Repubblica il 2.02.2012 scrive, tra l’altro, che  dirigenti e funzionarie sono “accusate insieme ad altre due dipendenti di aver favorito la Car Server, ditta vicina al capo di gabinetto del presidente Bernazzoli” indagine prossima alla chiusura; 4)  l’area cani c’è e si vede dalla fermata dell’autobus al comando vigili; 5) secondo il Corriere della Sera del 16.10.2011, il Pm dell’indagine avrebbe interessi “in causa”; si legge sull’articolo: “il pm avrebbe favorito il marito dirigente di polizia per andare a coprire l’incarico di capo dei vigili urbani” di Parma. Giusto per completezza: mi pare che Lei abbia tralasciato davvero molto! Molte vive cordialità.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Una città un Paese: Genova, la risorta di christian</title><link>http://blog.aldocazzullo.it/2012/02/13/una-citta-un-paese-genova-la-risorta/#comment-1330</link> <dc:creator>christian</dc:creator> <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 10:46:44 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.aldocazzullo.it/?p=652#comment-1330</guid> <description>mi è piaciuto molto</description> <content:encoded><![CDATA[<p>mi è piaciuto molto</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Una città un Paese: Genova, la risorta di Raffaele Di Giorgio</title><link>http://blog.aldocazzullo.it/2012/02/13/una-citta-un-paese-genova-la-risorta/#comment-1327</link> <dc:creator>Raffaele Di Giorgio</dc:creator> <pubDate>Fri, 17 Feb 2012 18:20:09 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.aldocazzullo.it/?p=652#comment-1327</guid> <description>Gentile dott. Cazzullo
Domenica e lunedì, 12 e 13 febbraio, è stato trasmesso, sulla RAI, uno sceneggiato sulla storia del brigante Crocco. E’ andato in onda l’usuale ritornello revisionista: viene messa in evidenza tutta la ferocia delle autorità borboniche o italiane, mentre viene “romanticamente” occultata quella dei briganti. Niente stragi di contadini, stupri, saccheggi e altre violenze, anzi solo grazie a Crocco è possibile la sollevazione a fianco di Garibaldi della Lucania. Crocco, insomma, diventa addirittura patriota italiano ( prima dell’Unità era un soldato napoletano che diserta per sposarsi, che attaccamento alla divisa!!) per ritornare patriota napoletano dopo l’Unità  diventando brigante, che coerenza!! Due considerazioni sul brigantaggio. La prima: la famigerata legge Pica ha avuto il merito di dare un processo ai briganti con tanto di avvocato difensore, togliendo all’ultimo dei comandanti la possibilità delle fucilazioni facili.La seconda: va detto  (e spesso i revisionisti non lo dicono) la renitenza alla leva, in effetti molto alta nel 1863, nel 1864 era scesa a 5,8% e dopo il 1870 era al di sotto del 4% .
Raffaele Di Giorgio</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Gentile dott. Cazzullo<br /> Domenica e lunedì, 12 e 13 febbraio, è stato trasmesso, sulla RAI, uno sceneggiato sulla storia del brigante Crocco. E’ andato in onda l’usuale ritornello revisionista: viene messa in evidenza tutta la ferocia delle autorità borboniche o italiane, mentre viene “romanticamente” occultata quella dei briganti. Niente stragi di contadini, stupri, saccheggi e altre violenze, anzi solo grazie a Crocco è possibile la sollevazione a fianco di Garibaldi della Lucania. Crocco, insomma, diventa addirittura patriota italiano ( prima dell’Unità era un soldato napoletano che diserta per sposarsi, che attaccamento alla divisa!!) per ritornare patriota napoletano dopo l’Unità  diventando brigante, che coerenza!! Due considerazioni sul brigantaggio. La prima: la famigerata legge Pica ha avuto il merito di dare un processo ai briganti con tanto di avvocato difensore, togliendo all’ultimo dei comandanti la possibilità delle fucilazioni facili.La seconda: va detto  (e spesso i revisionisti non lo dicono) la renitenza alla leva, in effetti molto alta nel 1863, nel 1864 era scesa a 5,8% e dopo il 1870 era al di sotto del 4% .<br /> Raffaele Di Giorgio</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Una città un Paese: Genova, la risorta di eugenio brunoni</title><link>http://blog.aldocazzullo.it/2012/02/13/una-citta-un-paese-genova-la-risorta/#comment-1326</link> <dc:creator>eugenio brunoni</dc:creator> <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 17:03:09 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.aldocazzullo.it/?p=652#comment-1326</guid> <description>Sono un suo assiduo lettore e ho trovato,da genovese,molto bello l&#039;articolo.dice tutte cose vere ma mancano notizie su alcune attivita&#039; interessanti che sono indicative delle possibilta&#039; di sviluppo della citta&#039;: il comparto high-tech che ruota intorno al distretto di elettronica e il comparto shipping che comprende societa&#039; internazionali da sempre e che hanno una ragion d&#039;essere che prescinde dal porto. Non posso dilungarmi qui ma non le sara&#039; difficile trovare le fonti. Cordiali saluti</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sono un suo assiduo lettore e ho trovato,da genovese,molto bello l&#8217;articolo.dice tutte cose vere ma mancano notizie su alcune attivita&#8217; interessanti che sono indicative delle possibilta&#8217; di sviluppo della citta&#8217;: il comparto high-tech che ruota intorno al distretto di elettronica e il comparto shipping che comprende societa&#8217; internazionali da sempre e che hanno una ragion d&#8217;essere che prescinde dal porto. Non posso dilungarmi qui ma non le sara&#8217; difficile trovare le fonti. Cordiali saluti</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Bologna. La città della «grande gelata» L’arte di vivere è un ricordo vince la «comoda decadenza» di aldo</title><link>http://blog.aldocazzullo.it/2012/02/08/bologna-la-citta-della-grande-gelata-larte-di-vivere-e-un-ricordo-vince-la-comoda-decadenza/#comment-1321</link> <dc:creator>aldo</dc:creator> <pubDate>Mon, 13 Feb 2012 10:03:12 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.aldocazzullo.it/?p=646#comment-1321</guid> <description>Sono appunto i pachistani che, pur vivendo di fronte a bartleby, dicono di non conoscerlo. che bartleby occupi un edificio un tempo della croce rossa è scritto nell&#039;articolo. attendo di conoscere le altre &quot;inesattezze&quot;. grazie per l&#039;attenzione. aldo c.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sono appunto i pachistani che, pur vivendo di fronte a bartleby, dicono di non conoscerlo. che bartleby occupi un edificio un tempo della croce rossa è scritto nell&#8217;articolo. attendo di conoscere le altre &#8220;inesattezze&#8221;. grazie per l&#8217;attenzione. aldo c.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Bologna. La città della «grande gelata» L’arte di vivere è un ricordo vince la «comoda decadenza» di Valentina Marchesini</title><link>http://blog.aldocazzullo.it/2012/02/08/bologna-la-citta-della-grande-gelata-larte-di-vivere-e-un-ricordo-vince-la-comoda-decadenza/#comment-1320</link> <dc:creator>Valentina Marchesini</dc:creator> <pubDate>Sun, 12 Feb 2012 18:46:48 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.aldocazzullo.it/?p=646#comment-1320</guid> <description>Gentile Cazzullo scrivo innanzitutto per dire GRAZIE per l&#039;articolo apparso sul Corriere della Sera dei Lunedì scorso.
La ringrazio per due motivi. Il primo è la citazione che ha dedicato alla mia famiglia. Lusinga che il lavoro nostro e dei nostri collaboratori venga annoverato tra gli esempi virtuosi di questa città.
Il secondo motivo per cui dire grazie è che quel suo articolo a tratti nostalgico ma così terribilmente realista mi ha costretto a riflettere ancora una volta sulla mia città e sul suo futuro.
Riflettere si, ma non da sola. Letto il pezzo infatti mi sono sentita di doverlo condividere con tanti amici, a cui  ho chiesto un parere, un commento, un&#039;idea.
Nell&#039;inviarlo loro ho chiesto e mi sono chiesta: &quot;Facciamo abbastanza per Bologna?&quot;.
Mi piace ora condividere con Lei e oi suoi lettori,, le riflessioni di un po&#039; di giovani bolognesi che ho la fortuna di conoscere e coi quali ogni giorno,  in situazioni e contesti molto differenti tra loro, ho a che fare.
C&#039;è chi mi ha scritto che Bologna c&#039;è ancora, che non vuole leggere verbi al passato, che si riparte dal portare la gente in piazza, a riappropriarsi degli scalini di San Petronio.
C&#039;è chi mi ha ricordato che &quot;Bologna è la più bella città d&#039;Italia, anche perchè Venezia è un Museo e Roma un libro di storia dell&#039;arte.&quot;
C&#039;è poi chi, agguerrito, mi racconta cosa sta facendo per Bologna.creare occasioni di confronto!
E chi ne fa una questione di vision sul futuro. Forse ci siamo dimenticati di guardare oltre il nostro (piccolo) orizzonte.
Ci sono quelli che viaggiano e che dicono che &quot;fuori&quot; si sta molto peggio e che i turisti rimangono incantati dalla nostra socialità.
Ci sono loro e tanti altri.
Chi legge penserà a delle banalità. Io dico invece che nessuno dei messaggi che ho ricevuto ha sapore di rassegnazione.
E questo a me basta.
Mi creda, Cazzullo, per me è motivo di grande orgoglio. Non siamo rassegnati ad una decadenza vera o presunta.
Ho amici che si trasferiscono all&#039;estero per studiare o lavorare, ma il loro cuore rimane qui. E torneranno.
Ho amici che vorrebbero a volte gettare la spugna e andarsene. Ma restano.
Giovani che si impegnano nel sociale, nelle parrocchie, nella politica, nell&#039;associazionismo.
Questa città è straripante di eccellenze.
Bologna è laboratorio.
E in questi giorni in cui la neve ha forzatamente rallentato i nostri ritmi ci siamo di nuovo guardati dentro.
Smettiamola di domandarci &quot;dov&#039;è finita la Bologna che fu?&quot; e andiamo a prenderci la Bologna che sarà.
E quei ragazzi che ascoltano le partite del Bologna immaginando di proiettarle contro un muro bianco, e un giorno diventeranno Dalla e Morandi, ci sono, ve lo assicuro. e non sono solo due.
Vivono e amano Bologna e sono pronti.
Valentina Marchesini</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Cazzullo scrivo innanzitutto per dire GRAZIE per l&#8217;articolo apparso sul Corriere della Sera dei Lunedì scorso.<br /> La ringrazio per due motivi. Il primo è la citazione che ha dedicato alla mia famiglia. Lusinga che il lavoro nostro e dei nostri collaboratori venga annoverato tra gli esempi virtuosi di questa città.<br /> Il secondo motivo per cui dire grazie è che quel suo articolo a tratti nostalgico ma così terribilmente realista mi ha costretto a riflettere ancora una volta sulla mia città e sul suo futuro.<br /> Riflettere si, ma non da sola. Letto il pezzo infatti mi sono sentita di doverlo condividere con tanti amici, a cui  ho chiesto un parere, un commento, un&#8217;idea.<br /> Nell&#8217;inviarlo loro ho chiesto e mi sono chiesta: &#8220;Facciamo abbastanza per Bologna?&#8221;.<br /> Mi piace ora condividere con Lei e oi suoi lettori,, le riflessioni di un po&#8217; di giovani bolognesi che ho la fortuna di conoscere e coi quali ogni giorno,  in situazioni e contesti molto differenti tra loro, ho a che fare.<br /> C&#8217;è chi mi ha scritto che Bologna c&#8217;è ancora, che non vuole leggere verbi al passato, che si riparte dal portare la gente in piazza, a riappropriarsi degli scalini di San Petronio.<br /> C&#8217;è chi mi ha ricordato che &#8220;Bologna è la più bella città d&#8217;Italia, anche perchè Venezia è un Museo e Roma un libro di storia dell&#8217;arte.&#8221;<br /> C&#8217;è poi chi, agguerrito, mi racconta cosa sta facendo per Bologna.creare occasioni di confronto!<br /> E chi ne fa una questione di vision sul futuro. Forse ci siamo dimenticati di guardare oltre il nostro (piccolo) orizzonte.<br /> Ci sono quelli che viaggiano e che dicono che &#8220;fuori&#8221; si sta molto peggio e che i turisti rimangono incantati dalla nostra socialità.<br /> Ci sono loro e tanti altri.<br /> Chi legge penserà a delle banalità. Io dico invece che nessuno dei messaggi che ho ricevuto ha sapore di rassegnazione.<br /> E questo a me basta.<br /> Mi creda, Cazzullo, per me è motivo di grande orgoglio. Non siamo rassegnati ad una decadenza vera o presunta.<br /> Ho amici che si trasferiscono all&#8217;estero per studiare o lavorare, ma il loro cuore rimane qui. E torneranno.<br /> Ho amici che vorrebbero a volte gettare la spugna e andarsene. Ma restano.<br /> Giovani che si impegnano nel sociale, nelle parrocchie, nella politica, nell&#8217;associazionismo.<br /> Questa città è straripante di eccellenze.<br /> Bologna è laboratorio.<br /> E in questi giorni in cui la neve ha forzatamente rallentato i nostri ritmi ci siamo di nuovo guardati dentro.<br /> Smettiamola di domandarci &#8220;dov&#8217;è finita la Bologna che fu?&#8221; e andiamo a prenderci la Bologna che sarà.<br /> E quei ragazzi che ascoltano le partite del Bologna immaginando di proiettarle contro un muro bianco, e un giorno diventeranno Dalla e Morandi, ci sono, ve lo assicuro. e non sono solo due.<br /> Vivono e amano Bologna e sono pronti.<br /> Valentina Marchesini</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Palermo «Capitale» senza speranza ora impugna i forconi e dà la caccia ai politici Cronaca di un fallimento di Pietro Galati</title><link>http://blog.aldocazzullo.it/2012/01/19/palermo-%c2%abcapitale%c2%bb-senza-speranza-ora-impugna-i-forconi-e-da-la-caccia-ai-politici-cronaca-di-un-fallimento/#comment-1319</link> <dc:creator>Pietro Galati</dc:creator> <pubDate>Sun, 12 Feb 2012 10:22:31 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.aldocazzullo.it/?p=641#comment-1319</guid> <description>Palermitano in &quot;autoesilio&quot;. Palermitano arreso.
Vivo in Veneto, partecipo alla Vita........fallimento e mai lo dichiareranno coloro che l&#039;han provocato (tutti),
una sola maniera: azzeramento del sistema in toto!
L&#039;isola al voto ad eleggere tutti i sindaci, tutti.
Nessun assessore se non eletto nella formazione dei votati con il sindaco.Tutti i sindaci sono componenti della &quot;Consulta dei sindaci della provincia&quot;.
Ogni &quot;Consulta provinciale dei sindaci&quot; elegge la gerarchia, quindi un presidente.Tutti i presidenti sono membri della &quot;Consulta regionale dei sindaci&quot;.Ognuno resterà sindaco dove è stato eletto/a e con solo quello stipendio!Sono i sindaci e solo loro che amministrano la regione, il Popolo vota solo per loro, e loro restano durante la carica i veri referenti del Popolo! Solo per un mandato di 5 anni!La Piramide continua così con i 20 &quot;rappresentanti delle Consulte regionali&quot; che formano la Consulta Federale delle Regioni d&#039;Italia...Bisogna azzerare tutto.....</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Palermitano in &#8220;autoesilio&#8221;. Palermitano arreso.<br /> Vivo in Veneto, partecipo alla Vita&#8230;.</p><p>&#8230;.fallimento e mai lo dichiareranno coloro che l&#8217;han provocato (tutti),<br /> una sola maniera: azzeramento del sistema in toto!<br /> L&#8217;isola al voto ad eleggere tutti i sindaci, tutti.<br /> Nessun assessore se non eletto nella formazione dei votati con il sindaco.</p><p>Tutti i sindaci sono componenti della &#8220;Consulta dei sindaci della provincia&#8221;.<br /> Ogni &#8220;Consulta provinciale dei sindaci&#8221; elegge la gerarchia, quindi un presidente.</p><p>Tutti i presidenti sono membri della &#8220;Consulta regionale dei sindaci&#8221;.</p><p>Ognuno resterà sindaco dove è stato eletto/a e con solo quello stipendio!</p><p>Sono i sindaci e solo loro che amministrano la regione, il Popolo vota solo per loro, e loro restano durante la carica i veri referenti del Popolo! Solo per un mandato di 5 anni!</p><p>La Piramide continua così con i 20 &#8220;rappresentanti delle Consulte regionali&#8221; che formano la Consulta Federale delle Regioni d&#8217;Italia&#8230;</p><p>Bisogna azzerare tutto&#8230;..</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Bologna. La città della «grande gelata» L’arte di vivere è un ricordo vince la «comoda decadenza» di Stefano Andrini</title><link>http://blog.aldocazzullo.it/2012/02/08/bologna-la-citta-della-grande-gelata-larte-di-vivere-e-un-ricordo-vince-la-comoda-decadenza/#comment-1318</link> <dc:creator>Stefano Andrini</dc:creator> <pubDate>Sat, 11 Feb 2012 15:00:37 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.aldocazzullo.it/?p=646#comment-1318</guid> <description>Dov’è finita Bologna? Se lo è chiesto lunedì scorso dalle pagine del Corriere della sera Aldo Cazzullo che alla nostra città ha dedicato un lungo articolo: bello, intrigante, documentatissimo e per nulla scontato. Impossibile riassumere in poche righe gli spunti del pezzo (che suggeriamo a tutti di leggere o rileggere). Basti dire che Cazzullo tratteggia una sorta di «com’eravamo»: una fotografia... di Bologna sul filo della nostalgia (per il tempo in cui c’erano le grandi famiglie nell’industria, il laboratorio politico, i loft dei vip), a volte impietosa (una città che ha imboccato la via di una comoda decadenza, sempre disperata ma non più sazia), spesso affettuosa (Bologna è sempre Bologna). E in ogni caso una fotografia che non chiude alla speranza. Come il bellissimo finale ci conferma: « E da qualche parte ci devono essere ancora oggi due ragazzi che ascoltano le partite del Bologna immaginando di proiettarle contro un muro bianco, e un giorno diventeranno Dalla e Morandi». Su dov’è finita Bologna Cazzullo ha scritto tutto, e molto bene. Non sappiamo se il giornalista scriverà un sequel. Nell’attesa ci proviamo noi. Partendo da un’altra domanda. Che fine farà Bologna? Vista da sopra, dalle sue strade e dai suoi portici, il suo destino non sembra tra i più rosei: la neve, tantissima, ha coperto le strade e i portici, ma poi ci ha anche fatto vedere come il nostro re (inteso come stile di vita) se non è ancora nudo è ormai praticamente in mutande. Servizi sociali, il fiore all’occhiello, in crisi profonda. Poveri che bussano alle porte come se piovesse. Imprenditori sfiduciati. Politici rassegnati. E giovani in cerca di un futuro dai contorni nebulosi. Ma Bologna non è, per fortuna, solo le strade coperte di neve. Sotto sotto ci sono ancora i suoi canali, il nostro fiume carsico che continua a muoversi nonostante al piano di sopra ci sia «una vecchia signora dai fianchi un po’ molli». Ecco, il nostro futuro lo immaginiamo così. Il nostro fiume carsico, il simbolo di una città che continua a vivere e a lottare, non può inaridirsi guardando con malinconia al passato glorioso. Dobbiamo ripartire da ciò che c’è di positivo. Oggi. Quelli che spalano ma soprattutto quelli che sfamano (un vero e proprio esercito di volontari). Quelli che continuano a scommettere sull’educazione (e chi se ne importa se sono statali o no). Quelli che, nonostante la crisi, continuano ad investire. Quelli che, nonostante la secolarizzazione e il relativismo, continuano a credere. Quelli che non si rassegnano alla politica del proprio particolare (e non c’è bisogno di andare a «chi l’ha visto» per recuperarli). Se, sciolta la neve, il nostro fiume carsico che poi è un popolo, come tutti i popoli fatto di &quot;salotti&quot; e di poveri cristi, riemergesse alla luce potremmo dare (e ne sarebbe contento crediamo anche Cazzullo) un robusto calcio alla decadenza che poi tanto comoda non è.
Stefano Andrini</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dov’è finita Bologna? Se lo è chiesto lunedì scorso dalle pagine del Corriere della sera Aldo Cazzullo che alla nostra città ha dedicato un lungo articolo: bello, intrigante, documentatissimo e per nulla scontato. Impossibile riassumere in poche righe gli spunti del pezzo (che suggeriamo a tutti di leggere o rileggere). Basti dire che Cazzullo tratteggia una sorta di «com’eravamo»: una fotografia&#8230; di Bologna sul filo della nostalgia (per il tempo in cui c’erano le grandi famiglie nell’industria, il laboratorio politico, i loft dei vip), a volte impietosa (una città che ha imboccato la via di una comoda decadenza, sempre disperata ma non più sazia), spesso affettuosa (Bologna è sempre Bologna). E in ogni caso una fotografia che non chiude alla speranza. Come il bellissimo finale ci conferma: « E da qualche parte ci devono essere ancora oggi due ragazzi che ascoltano le partite del Bologna immaginando di proiettarle contro un muro bianco, e un giorno diventeranno Dalla e Morandi». Su dov’è finita Bologna Cazzullo ha scritto tutto, e molto bene. Non sappiamo se il giornalista scriverà un sequel. Nell’attesa ci proviamo noi. Partendo da un’altra domanda. Che fine farà Bologna? Vista da sopra, dalle sue strade e dai suoi portici, il suo destino non sembra tra i più rosei: la neve, tantissima, ha coperto le strade e i portici, ma poi ci ha anche fatto vedere come il nostro re (inteso come stile di vita) se non è ancora nudo è ormai praticamente in mutande. Servizi sociali, il fiore all’occhiello, in crisi profonda. Poveri che bussano alle porte come se piovesse. Imprenditori sfiduciati. Politici rassegnati. E giovani in cerca di un futuro dai contorni nebulosi. Ma Bologna non è, per fortuna, solo le strade coperte di neve. Sotto sotto ci sono ancora i suoi canali, il nostro fiume carsico che continua a muoversi nonostante al piano di sopra ci sia «una vecchia signora dai fianchi un po’ molli». Ecco, il nostro futuro lo immaginiamo così. Il nostro fiume carsico, il simbolo di una città che continua a vivere e a lottare, non può inaridirsi guardando con malinconia al passato glorioso. Dobbiamo ripartire da ciò che c’è di positivo. Oggi. Quelli che spalano ma soprattutto quelli che sfamano (un vero e proprio esercito di volontari). Quelli che continuano a scommettere sull’educazione (e chi se ne importa se sono statali o no). Quelli che, nonostante la crisi, continuano ad investire. Quelli che, nonostante la secolarizzazione e il relativismo, continuano a credere. Quelli che non si rassegnano alla politica del proprio particolare (e non c’è bisogno di andare a «chi l’ha visto» per recuperarli). Se, sciolta la neve, il nostro fiume carsico che poi è un popolo, come tutti i popoli fatto di &#8220;salotti&#8221; e di poveri cristi, riemergesse alla luce potremmo dare (e ne sarebbe contento crediamo anche Cazzullo) un robusto calcio alla decadenza che poi tanto comoda non è.<br /> Stefano Andrini</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Bologna. La città della «grande gelata» L’arte di vivere è un ricordo vince la «comoda decadenza» di PAOLO SAINO</title><link>http://blog.aldocazzullo.it/2012/02/08/bologna-la-citta-della-grande-gelata-larte-di-vivere-e-un-ricordo-vince-la-comoda-decadenza/#comment-1317</link> <dc:creator>PAOLO SAINO</dc:creator> <pubDate>Sat, 11 Feb 2012 10:29:23 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.aldocazzullo.it/?p=646#comment-1317</guid> <description>(Il commento si riferisce all&#039;articolo di &quot;Sette&quot; del 11 febbraio 2012 dal titolo &quot;Le tre signore che cambiano l&#039;Italia&quot;, nell&#039;ambito della rubrica &quot;Quello che gli uomini non dicono&quot;)
Caro Cazzullo,
aggiungerei una quarta signora: Gigliola Ibba. Che (a spese proprie) ha acquistato due pagine del Corroere della Sera il 8 ottobre 2011 e il 14 dicembre 2011 (le veda su www.gigliolaibba.it) e scatenato l&#039;adesione al tema dell&#039;etica. Si, l&#039;etica. Etica come variabile che farà cambiare il mondo, nuova rivoluzione (senza Berretto Frigio, per carità) che parte da noi stessi. Gigliola NON vuole diventare un politico, ma DIFENDERE E DIFFONDERE i valori dell&#039;etica. Mi sono subito buttato aderendo a questa &quot;cosa&quot; e con me altre migliaia di persone. Oggi soprattutto stigmatizziamo quei politici che sono poco (eufemistico!) etici; ma siamo convinti che occorre lavorare contemporaneamente su tutti i fronti: dell&#039;impegno personale, alla comunità, alla diffusione dell&#039;etica, convinti che ciò porterà a politici etici che possano produrre leggi &quot;buon governo&quot; che a sua volta influenzerà l&#039;individuo... il loop sarà attivato. Tutto questo è stato avviato coraggiosamente da Gigliola Ibba. La quarta signora che cambierà l&#039;Italia.
Cordialità.
Paolo Saino.
p.s.: Ho letto &quot;la mia anoma è ovunque tu sia&quot;... ho una copia firmata da lei sul comodino! Letto in una notte.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>(Il commento si riferisce all&#8217;articolo di &#8220;Sette&#8221; del 11 febbraio 2012 dal titolo &#8220;Le tre signore che cambiano l&#8217;Italia&#8221;, nell&#8217;ambito della rubrica &#8220;Quello che gli uomini non dicono&#8221;)<br /> Caro Cazzullo,<br /> aggiungerei una quarta signora: Gigliola Ibba. Che (a spese proprie) ha acquistato due pagine del Corroere della Sera il 8 ottobre 2011 e il 14 dicembre 2011 (le veda su <a href="http://www.gigliolaibba.it" rel="nofollow">http://www.gigliolaibba.it</a>) e scatenato l&#8217;adesione al tema dell&#8217;etica. Si, l&#8217;etica. Etica come variabile che farà cambiare il mondo, nuova rivoluzione (senza Berretto Frigio, per carità) che parte da noi stessi. Gigliola NON vuole diventare un politico, ma DIFENDERE E DIFFONDERE i valori dell&#8217;etica. Mi sono subito buttato aderendo a questa &#8220;cosa&#8221; e con me altre migliaia di persone. Oggi soprattutto stigmatizziamo quei politici che sono poco (eufemistico!) etici; ma siamo convinti che occorre lavorare contemporaneamente su tutti i fronti: dell&#8217;impegno personale, alla comunità, alla diffusione dell&#8217;etica, convinti che ciò porterà a politici etici che possano produrre leggi &#8220;buon governo&#8221; che a sua volta influenzerà l&#8217;individuo&#8230; il loop sarà attivato. Tutto questo è stato avviato coraggiosamente da Gigliola Ibba. La quarta signora che cambierà l&#8217;Italia.<br /> Cordialità.<br /> Paolo Saino.<br /> p.s.: Ho letto &#8220;la mia anoma è ovunque tu sia&#8221;&#8230; ho una copia firmata da lei sul comodino! Letto in una notte.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Commenti su Bologna. La città della «grande gelata» L’arte di vivere è un ricordo vince la «comoda decadenza» di Vanessa</title><link>http://blog.aldocazzullo.it/2012/02/08/bologna-la-citta-della-grande-gelata-larte-di-vivere-e-un-ricordo-vince-la-comoda-decadenza/#comment-1316</link> <dc:creator>Vanessa</dc:creator> <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 14:26:45 +0000</pubDate> <guid isPermaLink="false">http://blog.aldocazzullo.it/?p=646#comment-1316</guid> <description>Sono Vanessa, un&#039;amica di Euridice e Claudio Cassi, di Pavia.
Scusa se disturbo sul blog, ma Claudio mi ha detto che eravate d&#039;accordo così. So che - durante le vacanze di Natale, in montagna - ti ha accennato di me, del fatto che mi piacerebbe farti leggere qualcosa di mio per avere qualche consiglio e sapere cosa ne pensi.
Mi pare di aver capito che per Carnevale vi rivedrete in montagna. Potrei lasciare a Claudio il manoscritto da farti avere. O se preferisci te lo posso inviare via email o in qualsiasi altro modo che ti sia più comodo.
La mia email è nel form che ho compilato per lasciare il commento.
Grazie davvero per la gentilezza e la disponibilità.
Un saluto cordiale.
Vanessa Navicelli</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sono Vanessa, un&#8217;amica di Euridice e Claudio Cassi, di Pavia.<br /> Scusa se disturbo sul blog, ma Claudio mi ha detto che eravate d&#8217;accordo così. So che &#8211; durante le vacanze di Natale, in montagna &#8211; ti ha accennato di me, del fatto che mi piacerebbe farti leggere qualcosa di mio per avere qualche consiglio e sapere cosa ne pensi.<br /> Mi pare di aver capito che per Carnevale vi rivedrete in montagna. Potrei lasciare a Claudio il manoscritto da farti avere. O se preferisci te lo posso inviare via email o in qualsiasi altro modo che ti sia più comodo.<br /> La mia email è nel form che ho compilato per lasciare il commento.<br /> Grazie davvero per la gentilezza e la disponibilità.<br /> Un saluto cordiale.<br /> Vanessa Navicelli</p> ]]></content:encoded> </item> </channel> </rss>
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